E.A.S.Y. e il metodo Tracy Hogg per la nanna

Hogg_bookE.A.S.Y. è l’acronimo del metodo ideato da Tracy Hogg, puericultrice di fama internazionale, per sopravvivere alle prime settimane di vita con un neonato. L’abbreviazione sta per: Eat (mangiare), Activity (attività), Sleep (dormire), You (tu, mamma).

Nel suo libro di successo “Il linguaggio segreto dei neonati”, l’autrice spiega in modo semplice e diretto come abituare il piccolo a ritmi quotidiani di pappa, veglia e sonno che favoriscano il suo benessere e consentano alla mamma di ritagliarsi dei preziosi spazi per sé.
L’obiettivo, riguardo al tema della nanna, è abituare il neonato a dormire nella sua culla in modo sereno, senza lasciarlo piangere, ma scegliendo un comportamento fermo e dolce. Creare una routine prima della messa a letto è fondamentale perché aiuta il bambino a tranquillizzarsi. In breve tempo imparerà che dopo il rituale seguirà l’addormentamento. La scelta del rituale può variare: può trattarsi di un bagnetto, di una ninna nanna, oppure recarsi alla finestra a salutare le stelle.
Ogni mamma e papà sceglieranno la sequenza che preferiscono.

In modo specifico la Hogg descrive tre stadi di sonno:
1. L’attimo. Quando il neonato è assonnato comincia a sbadigliare, si stropiccia gli occhi. Tracy Hogg consiglia di approfittare dell’attimo prezioso per mettere subito il piccolo a nanna. Se non si coglie l’attimo, il neonato comincerà ad agitarsi e passerà alla seconda fase.
2. La zona. Il piccolo comincia a fissare un punto lontano. Questa fase dura intorno ai 3 o 4 minuti. E’ la fase che precede il sonno.
3. Lasciarsi andare. Il neonato si appisola, riapre gli occhi per qualche istante, si appisola nuovamente e così via fino a quando non crolla definitivamente.
Tracy Hogg suggerisce di cullare e coccolare il bambino e di metterlo nel suo lettino prima che si abbandoni definitivamente al sonno. Questo per evitare che il piccolo si spaventi ritrovandosi in un luogo diverso da quello in cui si è addormentato. Se il neonato dovesse svegliarsi, lo si prende in braccio, lo si calma e lo si rimette nel lettino. Le prime volte questo procedimento può durare anche tutta la notte, ma poi il piccolo si abituerà a dormire sereno nel suo lettino e tutti (mamma e papà compresi) saranno felici.

Secondo la puericultrice, è molto importante favorire l’autonomia del neonato fin dai primi giorni di vita. Autonomia non significa però né abbandono né far piangere il piccolo, ma piuttosto soddisfare i suoi bisogni, incluso quello di essere preso in braccio. Non appena il bisogno sarà stato soddisfatto, si può rimettere il piccolo a far la nanna nel suo lettino.

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